Giovanni Masuno, usa la terra come una materia non inerte, ma che ribolle, fermenta, ha una vita interiore che noi vediamo arrestata nell’opera che ci affascina e seduce, ma che potrebbe, in una durata infinita, che il nostro occhio e il nostro cuore non possono cogliere, continuare a lievitare, a germinare.

In questo senso Masuno è un umanista, che insegue una essenzialità immediata, totalizzante, sospesa tra sottile simbolismo e naturalismo, nel senso di riflessione sulla natura, di ricostruzione di apparenze e di suggestioni disperse, che lo scultore raccoglie.

Il fatto stesso che lo spinge a dar vita ad un progetto, attraverso il quale cerca di portare alla luce personalità che con il loro impegno e la loro genialità, hanno contribuito alla “dignità intelligente” di una città e di una provincia da sempre attiva e operosa, è la manifestazione di una appartenenza atavica alla sua terra, ai suoi riti e ai suoi “simboli” piu’ autentici.

Una delle cifre della scultura di Giovanni Masuno è la leggerezza, nonostante o contro la naturale gravità della materia che usa : la stessa lievità che ritroviamo nella serie di acquarelli che completano il progetto, fatti d’aria, di colori, che si diffondono sui fogli vaporosi e gassosi, seducenti nelle cromie ovattate o sfavillanti, nella inconsistenza volatile che li rende ariosi.

Grandi fogli che danno il senso di piacevole straniamento e dell’impossibilità di ridurre ad ordine il rapporto tra natura e spontaneità, tra disordine e precisi equilibri, tra rigore geometrico e passione.

Novellara, 19.02.2016
Mario Pavesi